gianlucapiredda.it Rss https://www.gianlucapiredda.it/ Gianluca Piredda it-it Tue, 25 Oct 2022 19:19:30 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@gianlucapiredda.it (Gianluca Piredda) info@gianlucapiredda.it (Gianluca Piredda) Archivio https://www.gianlucapiredda.it/vida/foto/sfondo.jpg gianlucapiredda.it Rss https://www.gianlucapiredda.it/ Stadio ’Alberto Picco’: depositati studio di fattibilità e piano economico finanziario https://www.gianlucapiredda.it/post/467/stadio-alberto-picco-depositati-studio-di-fattibilita-e-piano-economico-finanziario

Lo Spezia Calcio comunica di aver depositato in data odierna il Piano Economico Finanziario (di seguito PEF) e lo Studio di Fattibilità per il proseguimento dei lavori di ammodernamento e ristrutturazione dello stadio “Alberto Picco”, la cui progettazione è stata affidata alla società GAU Arena, con l’intento di creare un impianto moderno, sostenibile, sicuro e adatto alle esigenze della città, nel quale la squadra possa respirare ancora di più il calore dei propri sostenitori.

Il progetto di durata pluriennale, che ha visto nella prima fase la ristrutturazione della “Curva Piscina”, inaugurata nel settembre 2021 con una capienza aumentata a 3.176 posti, si completerà nell’estate 2024 ed è funzionale da un lato all’adeguamento dello Stadio agli standard ed ai requisiti previsti dai Criteri Infrastrutturali vigenti, dall’altro all’ammodernamento generale dell’Impianto, al fine di dotarlo dei comfort e dei servizi richiesti  così da mettere a disposizione della città e dei tifosi un impianto proiettato al futuro.

Nel dettaglio le linee guida del progetto di ristrutturazione dello Stadio risultano essere:

- l’aumento dei posti a sedere al fine di raggiungere la capienza minima di 12.000 posti;

-la realizzazione di nuove aree hospitality, la creazione di sky box e field box, oltre che di nuove aree destinate ai media; 

-la sostenibilità dell’intero progetto, con la previsione di spazi flessibili e multifunzionali che possano fornire servizi di alto livello anche nei non match day;

-la digitalizzazione, la sostenibilità energetica, l’inclusione e la strategia di fan engagement.
 

L’elenco degli interventi proposti nello studio di fattibilità, auspica di seguire il seguente cronoprogramma:

  • giugno-settembre 2021: rifacimento della Curva Piscina (lavori già eseguiti);
  • novembre-dicembre 2022: ultimazione della nuova Curva Piscina mediante la creazione di nuovi “corner” ai lati della struttura realizzata nel 2021 e rifacimento dei servizi igienici del settore Distinti;
  • estate 2023: ristrutturazione ed ammodernamento della Tribuna Principale con esecuzione dei seguenti interventi:

- realizzazione di un nuovo edificio posto alle spalle della Tribuna che avrà al suo interno le zone media, un’area hospitality al piano primo, oltre ad alcuni locali di supporto;

-ristrutturazione del piano spogliatoi per renderli conformi ai criteri infrastrutturali richiesti;

-sistemazione di nuovi seggiolini in tutta la Tribuna.

Inoltre, in questa fase, si prevede la sostituzione dei seggiolini dell’intero settore Distinti e il rifacimento dei servizi igienici della Curva Ferrovia.

  • estate 2024: realizzazione della copertura della Curva Ferrovia.

Il totale dell’investimento dell’intero progetto previsto nel PEF è pari a Euro 12,2 Milioni, IVA compresa; per garantire la sostenibilità del progetto e l’equilibrio economico-finanziario di medio e lungo termine, oltre a risorse proprie della Società e al ricorso a possibili finanziamenti, sarà anche richiesta una contribuzione da parte degli enti pubblici.

A tal proposito, il Club intende ringraziare pubblicamente il Comune della Spezia per la proficua collaborazione e per l’importante ruolo svolto a supporto della creazione e realizzazione di un progetto che non ha solo l’obiettivo di creare uno stadio adeguato esclusivamente alle esigenze sportive, ma che possa essere un fiore all’occhiello per tutta la collettività, ospitando eventi extra calcistici a beneficio di tutto il territorio spezzino.

Si ringraziano inoltre tutti i consulenti e collaboratori che hanno lavorato alla realizzazione del progetto, principalmente in questa fase rappresentati da Gau Arena per la fase progettuale, ICS Advisory e Piredda & Partners per per la parte di advisory e consulenza al PEF e l’Avv. Pier Giorgio Leoni per il supporto fornito in fase di assistenza legale.

L’adempimento odierno rappresenta un’ulteriore dimostrazione della volontà di rafforzamento del Club voluta dalla Proprietà, che ha tra i propri obiettivi primari non solo il miglioramento delle strutture, ma di tutte le aree, a partire da quella tecnica, essenziale per assicurarsi un futuro radioso, solido e competitivo, che possa rendere orgogliosi tutti i tifosi dello Spezia Calcio, che mai hanno fatto mancare il loro prezioso appoggio e che meritano una squadra e uno stadio all’altezza delle proprie aspettative e della propria centenaria storia.

Si specifica infine che nei prossimi mesi, qualora venisse rilasciata la dichiarazione di “pubblica utilità” da parte del Comune della Spezia in relazione a quanto presentato in data odierna, Spezia Calcio provvederà al deposito del progetto definitivo e successivamente a tutti gli altri adempimenti necessari richiesti dalla normativa vigente al fine di poter arrivare alla fase esecutiva finale.

Articolo originale su acspezia.com

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Tue, 25 Oct 2022 19:19:30 +0000 https://www.gianlucapiredda.it/post/467/stadio-alberto-picco-depositati-studio-di-fattibilita-e-piano-economico-finanziario info@pireddaepartners.it (Gianluca Piredda)
Maxiemendamento in materia di crisi d’impresa: il Senato ha detto sì https://www.gianlucapiredda.it/post/466/maxiemendamento-in-materia-di-crisi-d-impresa-il-senato-ha-detto-si

Qualche giorno fa, in data 13 ottobre, il Senato ha approvato con 207 voti favorevoli, 36 contrari e una sola astensione, il disegno di legge S.2371 che prevede la conversione in legge del D.L. n. 118/2021 recante urgenti misure in materia di crisi d’impresa, risanamento aziendale e diverse norme in materia di giustizia.

 

Il maxiemendamento che è stato presentato dal Governo si inserisce sulla scia del recepimento di alcune modifiche al Dl, già approvate in Commissione Giustizia e Commissione Industria di Palazzo Madama. Il sì del Senato è stato un tassello importante per il provvedimento che, però, è in attesa dell’esame alla Camera, che dovrà convertirlo in legge entro il prossimo 23 ottobre, pena il decadimento.

Prescrizioni del D.L. n.118/2021. Cosa cambierà con il maxiemendamento?

Il 24 agosto 2021, nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il D.L. n. 118/2021 con il quale sono state introdotte novità impattanti in merito alla riforma del Codice della Crisi d’Impresa. Il momento storico attuale, infatti, è assolutamente particolare e delicato per tutte le imprese italiane e il Governo ha voluto operare su un duplice campo cercando, da una parte, di stimolare il rilancio economico, con l’avvio di riforme ferme da tempo (tra cui proprio quella riguardante il Codice della Crisi d’Impresa), e dall’altra dovendo però destreggiarsi con un’imprenditoria già provata da tutte le difficoltà che l’emergenza sanitaria ha comportato, costringendo i titolari a fronteggiare cambiamenti e riorganizzazioni repentine. La sintesi di queste esigenze governative ha spinto l’esecutivo a rimandare l’entrata in vigore di quelle parti presenti nel Codice della Crisi d’Impresa la cui entrata in vigore avrebbe potuto generare problemi interpretativi e, conseguentemente, una maggiore instabilità, prediligendo al contrario l’entrata in vigore anticipata delle normative in grado di aiutare il risanamento aziendale preventivo, evitando fallimenti.

A tal proposito quindi il D.L. ha rinviato:

  • al 16 maggio 2022 l’entrata in vigore del Codice della crisi di impresa

  • al 31 dicembre 2023 l’entrata in vigore del Titolo II, parte I sulla disciplina dell’allerta e della composizione assistita della crisi.

Ha invece reso subito operativi o anticipato l’entrata in vigore:

  • degli accordi ad efficacia estesa (art. 182-septies L.F. esteso a tutte le categorie creditorie);

  • della convenzione di moratoria (art. 182-octies L.F. esteso a tutte le tipologie creditorie);

  • degli accordi di ristrutturazione agevolati (art. 182-nonies L.F., riducendo la percentuale di creditori necessari per concludere l’accordo dal 60% al 30% in determinate condizioni);

  • della procedura di composizione negoziata della crisi (a partire dal 15 novembre 2021), che costituisce una novità assoluta essendo un istituto introdotto e disciplinato ex novo.

Con il disegno di legge appena approvato in Senato non solo si è proceduto verso la conversione in legge del D.L. summenzionato, ma sono stati introdotti ulteriori e significativi emendamenti proposti e approvati nel corso dell’esame in sede referente delle Commissioni riunite. In particolare è bene segnalare le tre più significative modifiche apportate:

  1. la riscrittura dell’articolo 3: in seno all’istituto della composizione negoziata della crisi, viene specificato con tale emendamento che la piattaforma telematica nazionale attraverso cui accedere a tale strumento sarà gestita dal sistema delle camere di commercio per il tramite di Unioncamere, sotto il controllo del Ministero della giustizia e del Ministero dello sviluppo economico e, inoltre, si è intervenuto sui criteri che regolano l’iscrizione all’elenco degli esperti;

  2. l’inserimento di disposizioni ben precise circa le procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi;

  3. l’introduzione di disposizioni specifiche circa il concorso per il reclutamento di magistrati ordinari.

Grande attenzione, dunque, viene riservata alla composizione negoziata della crisi, istituto su cui si è molto puntato nell’ottica di rendere più agile il superamento della situazione di crisi per quelle imprese che affrontano un periodo di difficoltà puntando sempre di più al risanamento aziendale ed avvicinandosi maggiormente a quanto dettato a livello comunitario dalla direttiva europea in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza, esdebitazione e interdizioni che (ormai dal 2019) indica chiaramente quale sia la linea da seguire: garantire alle imprese sane ma in difficoltà finanziarie di accedere a degli strumenti di ristrutturazione efficaci capaci di far continuare l’attività aziendale scongiurando scenari che portino a indebitamento, o addirittura fallimento.

La nascita dell’istituto della composizione negoziata della crisi si inserisce proprio in tale contesto normativo, trattandosi di un istituto volontario che ha il compito di offrire all’imprenditore l’affiancamento da parte di un conciliatore indipendente che possa agevolare le trattative con i creditori portando al ribilanciamento dell’esposizione debitoria complessiva, prima che scatti la segnalazione agli OCRI (ossia gli Organismi di Composizione della Crisi d’Impresa).

Si potrà, a brevissimo, sapere se tale disegno di legge verrà approvato anche alla Camera, sperando che non si lascino decadere misure tanto urgenti in materia di crisi d’impresa, soprattutto alla luce del momento così delicato che sta vivendo l’imprenditoria.

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Tue, 26 Oct 2021 17:16:09 +0000 https://www.gianlucapiredda.it/post/466/maxiemendamento-in-materia-di-crisi-d-impresa-il-senato-ha-detto-si info@pireddaepartners.it (Gianluca Piredda)
AIM Italia: i vantaggi della quotazione in Borsa https://www.gianlucapiredda.it/post/465/aim-italia-i-vantaggi-della-quotazione-in-borsa

Il 20 luglio scorso, durante l’Assemblea degli Obbligazionisti FRIMM – Real Estate Investing, in qualità di Presidente del Collegio sindacale di FRIMM S.p.A. ho avuto modo di illustrare una questione molto importante per le aziende e ancor di più per il ramo della Real Estate, ossia i vantaggi della quotazione in Borsa.

La quotazione in Borsa, per prima cosa, è capace di innescare un circolo virtuoso che spinge continuamente l’azienda al miglioramento:

  • aumentando la motivazione del management;
  • incentivando una gestione più puntale e sofisticata;
  • aumentando la visibilità e promuovendo l’immagine del brand;
  • facilitando i passaggi generazionali;
  • riducendo la dipendenza da fonti esterne;
  • accelerando i processi di internalizzazione;
  • favorendo i processi di acquisizione;
  • introiettando nuovo capitale per spingere in avanti la crescita.

In particolare, c’è uno mercato dedicato alle piccole e medie imprese italiane che hanno alto potenziale di crescita e che sono interessate a raccogliere capitale ed è AIM Italia (Alternative Investment Market). L’AIM Italia è il mercato di Borsa Italiana che ha proprio come obiettivo quello di raccogliere fondi per le PMI che hanno intenzione di entrare nel mercato azionario. Quello di AIM Italia è un mercato con caratteristiche particolari: da un lato attrattivo per le PMI e dall’altro anche in grado di suscitare interesse da parte degli investitori istituzionali. Questo perché AIM Italia fa leva sul ventennale know-how proveniente dall’esperienza dell’AIM inglese e perché è attento alle specifiche esigenze dettate dal sistema imprenditoriale italiano.

I vantaggi di quotarsi su AIM Italia sono molteplici e riguardano in particolare i seguenti ambiti di sviluppo:

  1. Finanziamento della crescita: la quotazione su AIM Italia permette di raccogliere risorse diversificando le fonti di finanziamento così che si acceleri lo sviluppo, si diventi competitivi in un contesto globale, si possa crescere organicamente e inorganicamente, ottimizzando anche la struttura del capitale;
  2. Aumento di visibilità e standing: la quotazione su AIM Italia migliora lo status della piccola o media impresa, aumentandone la credibilità per ipotetici interlocutori grazie alla presenza di investitori qualificati nel capitale;
  3. Flessibilità per le PMI: AIM Italia, basandosi su un regolamento flessibile, pensato per offrire un percorso semplificato alla quotazione, rende più semplice la fase degli adempimenti post-quotazione, calibrando il tutto sulla struttura delle piccole e medie imprese;
  4. Semplicità di accesso: accedere alla quotazione su AIM Italia è semplicissimo. Mancano alcuni dei pre-requisiti che solitamente sono presenti e ciò costituisce un incentivo non indifferente per PMI ad azionariato privato o a conduzione familiare.

Proprio su questo quarto punto vorrei spendere qualche parola in più in quanto, a differenza di altri mercati, AIM Italia presenta dei criteri di ammissione ridotti, davvero convenienti per le piccole imprese, non prevedendo requisiti specifici né in tema di governance, né per quanto riguarda l’aspetto economico-finanziario. Ad esempio, tra i principali requisiti pre e post IPO (Initial Public Offering) di AIM Italia non compaiono criteri di capitalizzazione minima, non è necessaria la formazione di un comitato di controllo interno, né di un comitato di remunerazione e non vi è neppure l’obbligo di reportistica su base trimestrale (ma soltanto semestrale).

È la scelta del team di consulenti che accompagnerà la società verso la quotazione e, specialmente, la nomina del Nomad (Nominated Adviser), invece, a costituire per AIM Italia il passaggio più importante per il successo dell’operazione di ammissione sul mercato. Il Nomad è una figura centrale per l’azienda e ha la funzione di assisterla e supportarla sia, appunto, nella fase di ammissione sia anche nella fase successiva di permanenza sul mercato. Proprio per l’importanza del suo ruolo, esistono dei requisiti necessari per ottenere tale qualifica. In primo luogo, bisogna che sia una banca o un’impresa di investimento comunitaria, deve – poi – aver esercitato attività di corporate finance per un periodo di tempo di almeno due anni, avere key executive dotati di comprovata esperienza, alta professionalità, competenze nel settore e solita comprensione del quadro legale e regolamentare e, infine, essere in regola con controlli/procedure che dimostrino il rispetto del Regolamento di Borsa Italiana, oltre a un numero adeguato di dipendenti atto a svolgere le attività richieste dall’incarico. Borsa Italiana valuterà l’adeguatezza del candidato e la presenza di questi requisiti e potrà non tenere conto del riferimento minimo dei due anni di esperienza, solo a patto che il richiedente possegga delle key executives di elevata esperienza.

Una volta accolta la domanda di un Nomad, esso dovrà più specificatamente occuparsi di:

  • sovraintendere al processo di due diligence dell’emittente, al fine di poter rilasciare l’apposita dichiarazione di appropriatezza funzionale all’ammissione su AIM Italia;
  • affiancare l’emittente nella gestione del processo di quotazione, valutando i rapporti e le risultanze dei team di consulenti coinvolti e verificando che la società emittente operi in conformità al Regolamento Emittenti;
  • assistere e supportare la società, una volta ammessa, per tutta la durata della sua permanenza sul mercato nell’assolvimento dei compiti e delle responsabilità derivanti dai Regolamenti AIM Italia;
  • stimolare continuamente l’attenzione da parte della società emittente al rispetto di quanto previsto nei Regolamenti AIM Italia.

L’intero processo che porta alla quotazione su AIM Italia è estremamente agile poiché si svolge in un tempo inferiore a un anno, agilità che costituisce un altro aspetto in grado di incentivare le piccole e medie imprese a intraprendere questo percorso. I dati, inoltre, del mercato AIM Italia sono molto incoraggianti e, proprio per concludere vi lascio con due grafici che molto chiaramente illustrano la crescita delle quotazioni e la capitalizzazione per le aziende.

Gianluca Piredda

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Mon, 26 Jul 2021 16:43:59 +0000 https://www.gianlucapiredda.it/post/465/aim-italia-i-vantaggi-della-quotazione-in-borsa info@pireddaepartners.it (Gianluca Piredda)
Il presidente ancora alla ricerca del sostituto di Fasana che non ha accettato l’incarico. In pole Piredda: il commercialista del Vaticano https://www.gianlucapiredda.it/post/443/il-presidente-ancora-alla-ricerca-del-sostituto-di-fasana-che-non-ha-accettato-l-incarico-in-pole-piredda-il-commercialista-del-vaticano

Bardi e Giunta: promessa non mantenuta Asi, salta pure il liquidatore “ad horas”

Non si tratta di essere facili Cassandre, è che da una coppia come quella composta dal presidente della Regione, Bardi, con l’assessore regionale alle Attività produttive, determinati esiti appaiono già incorporati all’atto genetico. La “grana” del Consorzio industriale Asi di Potenza, prima ancora che venisse approvata la legge regionale, lo scorso marzo, con cui se ne decretava lo scioglimento, aveva mosso i primi passi con la poco decente sceneggiata delle dimissioni, chissà perchè poi rientrate, proprio dell’assessore Cupparo. In questi oltre 2 mesi, di cose ne sono successe poche, quasi nulla, ma di fi- guracce il centrodestra ne ha continuate ad incamerare senza soluzione di continuità. L’ultima è scoccata alla mezzanotte. Come anticipato da Cronache, la parola data da Bardi e Giunta, non è stata rispettata: ....

Articolo pubblicato su Cronache Lucane del 22 maggio 2021

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Sat, 22 May 2021 00:00:00 +0000 https://www.gianlucapiredda.it/post/443/il-presidente-ancora-alla-ricerca-del-sostituto-di-fasana-che-non-ha-accettato-l-incarico-in-pole-piredda-il-commercialista-del-vaticano info@pireddaepartners.it (Gianluca Piredda)
Golf: è Roma a ospitare la Ryder Cup 2023 https://www.gianlucapiredda.it/post/464/golf-e-roma-a-ospitare-la-ryder-cup-2023

La Ryder Cup 2023, il terzo evento sportivo più rilevante a livello mediatico, vede Roma come protagonista. È un’occasione preziosa che potrà rivelarsi determinante non solo a livello sportivo, ma anche come generatore di crescita per il settore turistico, così tanto falcidiato dall’emergenza sanitaria.

«La candidatura italiana ci ha impressionato per la sua solidità dal punto di vista infrastrutturale, commerciale e di sostegno del Governo, oltre che del settore privato. I programmi di potenziamento e valorizzazione del percorso di gioco sono letteralmente spettacolari, così come l’impegno allo sviluppo del golf nel Paese a tutti i livelli. Non vediamo l’ora di metterci al lavoro insieme con il team italiano per dare vita all’edizione 2023»[1], con queste parole Richard Hills, Direttore del Bid Management Team di Ryder Cup Europe, ha spiegato le motivazioni che hanno portato la Commissione Ryder Cup a scegliere Roma per ospitare l’edizione 2023 della Ryder Cup.

Da grande appassionato di questo sport non posso che salutare con gioia l’avvento di questa manifestazione sportiva che si rivela già dalle premesse una scommessa e un’opportunità enormi anche in termini economici. Un lavoro, quello che ha portato a questo risultato, iniziato ormai qualche anno fa (nel 2015) ma di cui si è tornati a porre l’accento di recente, dopo l’ufficialità della sede di gioco, che sarà il Marco Simone Golf & Country Club, circolo dell’hinterland capitolino (si trova precisamente nel comune di Guidonia Montecelio) di proprietà della famiglia Biagiotti.

Si tratta senz’altro di una notizia molto importante per il golf italiano in quanto l’organizzazione di un torneo così importante risulta essere per la Federazione un successo di portata storica che apre le porte all’Italia dell’élite mondiale di questo sport. La candidatura nostrana, inoltre, ha prevalso su quelle di Paesi con maggior tradizione golfistica come ad esempio Austria, Germania e Spagna, dimostrando il valore della proposta che è stata in grado di portare a casa la vittoria.

Un altro aspetto da sottolineare sono i binomi golf-sostenibilità, da un lato, e golf-turismo, dall’altro.

Il golf è sempre stato uno sport attento alla questione ambientale e anche in quest’occasione non è mancato il modo di dare “il buon esempio”, mettendo in atto delle buone pratiche che renderanno l’evento ancora più speciale: innanzitutto tramite un completo rifacimento del percorso di gara (inizialmente si era pensato a un piccolo restyling) pensato proprio all’insegna dell’eco-sostenibilità e portato avanti anche in pieno lockdown grazie al supporto delle istituzioni, e poi tramite una partnership che la Federazione ha voluto siglare con il brand automobilistico, DS Automobiles, grazie al quale per tre anni si porterà avanti un accordo con alla base un forte e comune impegno all’eco-sostenibilità, al rispetto e all’attenzione del territorio che si concreta anche attraverso l’immagine della gamma green E-Tense (dotata di modelli elettrici e Plug-In Hybrid in grado di conciliare lusso e sostenibilità). Lo stesso Franco Chimenti, Presidente della Federazione Italiana Golf, ha tenuto a specificare che “l’accordo pluriennale con DS Automobiles è un segnale concreto dell’appeal e del prestigio della Federazione Italiana Golf anche da un punto di vista commerciale e riveste grande importanza per la strategia della FIG. L’assegnazione della Ryder Cup è stata determinante per far compiere un ulteriore salto di qualità al golf italiano. Siamo felici che possiamo contare sul contributo di un partner così importante come DS Automobiles con cui condividiamo il rispetto per l’ambiente»[2].

Per quanto riguarda il binomio golf-turismo, ci si è già mossi e attrezzati per poter ospitare nel 2023 in un periodo di post-pandemia, un flusso di turisti che non saranno solo legati alla passione per il golf, ma che coglieranno l’occasione della Ryder Cup anche per visitare la Capitale e tutte le bellezze del suo hinterland. Non dimentichiamo che la zona di Guidonia Montecelio è anche a due passi dalla Valle dell’Aniene, dalle bellezze culturali di Tivoli con le sue splendide Ville, da Subiaco e da molti altri borghi tutti da scoprire. Proprio a tale scopo è stato già attivato un circuito turistico[3] tramite il quale poter scegliere diversi itinerari da scoprire. Sicuramente una ventata di aria fresca per il comparto turistico che è stato tra i più colpiti e affossati dalla crisi pandemica.

Mancano ancora più di due anni alla Ryder Cup di casa nostra, ma già c’è davvero grande fermento intorno all’evento e sono sicuro che sarà in grado di apportare benefici su larga scala, non soltanto per lo sport, non soltanto per il turismo, ma proprio a livello generale come segno di vera ripartenza.

Gianluca Piredda

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Wed, 21 Apr 2021 16:58:10 +0000 https://www.gianlucapiredda.it/post/464/golf-e-roma-a-ospitare-la-ryder-cup-2023 info@pireddaepartners.it (Gianluca Piredda)
Pmi italiane: i rischi dovuti al covid https://www.gianlucapiredda.it/post/444/pmi-italiane-i-rischi-dovuti-al-covid

Quali sono i rischi per le piccole e medie imprese a causa del covid? L’analisi è di Gianluca Piredda, ceo della Piredda & Partners. Che parte dallo studio del Cerved 1, in seno alla settima edizione di Osservatorio Italia, che ha per l’appunto fotografato le condizioni delle pmi, cercando di intravvedere anche gli scenari futuri.

Articolo completo su  corrieredelleconomia.it

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Sat, 13 Feb 2021 00:00:00 +0000 https://www.gianlucapiredda.it/post/444/pmi-italiane-i-rischi-dovuti-al-covid info@pireddaepartners.it (Gianluca Piredda)
Quanto rischiano le PMI a causa del COVID? https://www.gianlucapiredda.it/post/449/quanto-rischiano-le-pmi-a-causa-del-covid

Quanto rischiano le PMI a causa del COVID?

 

Una delle situazioni più delicate che si è andata profilando nel contesto economico attuale, in seguito all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, è senz’altro quella che vede protagonista le piccole e medie imprese. Un recente studio condotto dal Cerved1, in seno alla settima edizione di Osservatorio Italia, ha analizzato appunto le condizioni in cui versano le PMI cercando di intravedere quali possono essere gli scenari futuri e facendo un punto della situazione contemporanea.

Come sappiamo le PMI sono la spina dorsale dell’economia italiana, il vero e proprio tessuto economico del nostro Paese, contribuendo all’occupazione e anche alla sua distribuzione geografica (in molti casi eventuali disoccupati hanno pochissime possibilità di lavoro alternative nella loro zona), ed è per questo che anche a livello politico è fondamentale mettere le PMI nelle condizioni di non solo di poter sopravvivere, ma di evolvere con successo in contesti competitivi sempre più dinamici ed interconnessi. Purtroppo, alla vigilia della pandemia, le PMI si trovavano ancora in una fase di ripresa dalle due crisi, del 2008 prima e del 2011 poi, fronteggiate a stretto giro, che hanno da un lato dimostrato la solidità e la resilienza delle nostre imprese, ma dall’altro richiesto enormi sacrifici e grande capacità di reazione.

In questi undici anni, dal 2008 al 2019, le aziende hanno dunque messo in piedi un processo di ripresa che se dal punto di vista del fatturato era stato portato a termine facendo loro raggiungere livelli pre-crisi, dal punto di vista della redditività, quindi in termini di marginalità, il processo non era completato e, anzi, le imprese erano ancora indietro di ben tre punti percentuali rispetto al 2007. Inoltre, il 2019 ha visto registrare anche una grossa impennata dei fallimenti aziendali, che per alcuni settori come quello delle costruzioni e dei servizi è stata quasi doppia rispetto all’anno precedente.

Alla luce di quanto detto sinora si rende evidente un fatto fondamentale: nel bel mezzo del processo di uscita dalla crisi, le PMI sono state colpite duramente dalla pandemia che le ha rigettate in una situazione di assoluta imprevedibilità, in grado di scardinare tutti i progetti pregressi. Inoltre, le misure di distanziamento e i diversi lockdown hanno colpito in misura davvero asimmetrica i singoli settori e comparti impattando su ciascuno in modo differente. Aspetto, quest’ultimo, che emerge con forza dal Report Cerved il quale ha integrato i modelli econometrici tradizionali con delle variabili specifiche affinché si potesse ottenere una fotografia il più veritiera possibile della realtà che le imprese dovranno affrontare in questo 2021 e nel 2022.

Un fatturato in calo di 10 punti percentuali nel 2020, un mezzogiorno che arranca ancora di più e 5 settori più pesantemente colpiti, ossia i trasporti, il turismo, la ristorazione, la logistica e l’industria della moda: questi i risultati immediatamente evidenti. Ammontano, inoltre, a 20mila le piccole e medie imprese che hanno registrato una contrazione superiore al 25% del fatturato, imprese che costituiscono ben il 20% del totale delle PMI italiane.

In tutto ciò cresce in maniera preoccupante il rischio di fallimento (il tasso di rischio stimato nel 2019 al 4,5%, si prevede salga al 6% a fine anno, registrando un +34%) anche a causa della forte crisi di liquidità che con gli aiuti governativi è stata solo sedata, ma in misura analgesica, senza superare una dimensione puramente palliativa. Ma a guardare i numeri delle aziende fallite nel 2020 sembrerebbe un anno di grazia, visto il crollo di dossier presentati fino a settembre scorso. Purtroppo, da una parte i tribunali e gli uffici chiusi e dall’altra le improcedibilità di legge sono le vere ragioni di questo calo che non cela dietro di sé la solidità della PMI, bensì è soltanto indice dell’eccezionalità della situazione.

Guardando al futuro, mi auspico che con l’avvento del nuovo governo possano con velocità essere gestite le criticità attuali, attuando una politica di messa in sicurezza della piccola e media impresa italiana che non va abbandonata al suo destino facendo perno solo sugli ammortizzatori sociali, ma va aiutata tramite un sapiente uso dei fondi europei, che devono configurarsi come un debito “buono”, finalizzato a creare investimenti necessari a generare crescita. Puntare sui giovani, sulla digital capability, uno dei driver di crescita maggiori per il futuro delle aziende, sulla modifica e l’incremento delle infrastrutture affinché investendo in sostenibilità etica e ambientale possano rendere fattiva la transizione dell’economia da brown a green. Dal punto prettamente finanziario, è quindi importante, che si dia tempo alle imprese di ripagare il debito contratto in questi mesi, come sottolineato da più parti, ma anche e soprattutto di facilitare l’accesso al credito, con tassi bassi e formule di stand still o pre-ammortamento iniziali, e più in generale di facilitare l’accesso ai mercati dei capitali, specie quello dei capitali di rischio, considerato la storica sottocapitalizzazione delle PMI italiane.

Le sfide che ci attendono nel prossimo futuro sono molte, ma non è pensabile lasciare indietro la piccola e media impresa. Sarebbe come dire lasciare indietro il Paese.

 

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Wed, 10 Feb 2021 00:00:00 +0000 https://www.gianlucapiredda.it/post/449/quanto-rischiano-le-pmi-a-causa-del-covid info@pireddaepartners.it (Gianluca Piredda)